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CROWDFUNDING E PORTAFOGLIO TRADIZIONALE: COME GESTIRLI INSIEME?
Giugno 25, 2020 0

Il mondo degli investimenti sta diventando sempre più digitale tanto che negli ultimi anni sono nate in Italia numerose startup sulla scia dei trend americani più innovativi.

Tra tutte queste nuove tendenze quella che sicuramente si sta radicando maggiormente nel nostro paese riguarda gli investimenti in crowdfunding, in particolare dedicati al mercato immobiliare.

Ad oggi esistono già più di 10 piattaforme di crowdfunding che permettono di investire nel mercato immobiliare con ticket a partire dai 50€.

Ma l’immobiliare non è l’unico settore ad essere stato reso democratico ed accessibile dal crowdfunding, lo sono anche gli investimenti industriali, corporate e green, che danno la possibilità all’investitore di  incrementare le possibilità di diversificazione e evitare alla ciclicità del settore real estate.

Come funzionano gli investimenti in crowdfunding

Innanzitutto occorre distinguere le due principali categorie, equity e lending crowdfunding, si investe in capitale di rischio nel primo caso e nel capitale di debito nel secondo.

Queste due modalità differiscono principalmente per la forma di remunerazione, da un lato l’equity ha un ritorno stimato ed è necessario concludere il progetto e liquidare la società sponsor per ottenere il proprio ritorno, mentre nel caso del lending i ritorni vengono stabiliti da contratto con un piano di ammortamento che può prevedere anche il pagamento di rendimenti mensili.

Solitamente nell’equity i ticket minimi per accedere sono più alti (500€ – 5.000€), mentre nel lending si parte dai 50€ per ogni investimento.

Ogni progetto che viene pubblicato su queste piattaforme prevede la condivisione dei documenti necessari per valutare l’operazione e l’azienda che vuole essere finanziata, unitamente ad uno scoring idealmente realizzato da un soggetto terzo per garantire un giudizio imparziale.

Le piattaforme operano come vetrina per i progetti e consentono alle migliaia di iscritti di investire in totale autonomia, scegliendo di volta in volta che progetti finanziare.

Tutta la gestione dei flussi finanziari viene sempre realizzata da un soggetto terzo come una banca o un istituto di pagamento.

Cosa rende attrattivo il crowdfunding

Senza ombra di dubbio gli investitori scelgono il crowdfunding per gli alti rendimenti, andiamo in media da un 7% a un 13% e durate che vanno dai 6 ai 60 mesi.

Ritorni alti e breve durata rendono quindi sempre più frequenti queste tipologie di investimenti.

Alcune piattaforme prevedono la possibilità di impostare un investimento automatico, simile ad un piano d’accumulo, a seconda delle caratteristiche dei progetti, ma in generale occorre sempre connettersi al lancio di un nuovo progetto, valutarlo e decidere se investire o meno.

La possibilità di essere padroni dei propri investimenti costruendo man mano un portafoglio più o meno diversificato è un altro fattore che insieme alla democratizzazione rende questa tipologia di investimenti sempre più attrattiva per i piccoli risparmiatori italiani.

Come coniugare diverse tipologie di investimenti

Tra le novità dello scorso anno vale la pena menzionare una piattaforma che si sta distinguendo per offrire una grande varietà di investimenti, con ritorni mensili ed un track record degno di nota.

Si tratta di RE-Lender, uno dei nostri partner, presente anche tra gli speaker del primo evento di Colazione a Wall Street, una piattaforma di crowdlending che nasce per finanziare progetti di riconversione in ambito immobiliare, industriale ed ecologico.

Ha da poco ampliato la propria offerta al finanziamento di PMI italiane appartenenti ad ogni settore, per dare ossigeno alle aziende che sono state costrette a fermarsi durante il lockdown.

Conta oltre 13.000 iscritti ed ha già raccolto 4 milioni di euro in meno di un anno di attività.

Crowdfunding e portafogli tradizionali

Dal momento che in parecchi ci avete chiesto come esaminare o confrontare queste nuove forme di investimento con quelli più “tradizionali”, ci è sembrato utile andare a vedere come poter contestualizzare questi investimenti.

 

Cominciamo con il dire che in base a quanto detto sopra, le prime analogie che possiamo trovare con gli investimenti tradizionali sono le seguenti:

 

  • Equity Crowdfunding: mercato azionario (capitale di rischio)
  • Lending Crowdfunding: mercato obbligazionario (debito)

 

Infatti va da sè che per natura nel primo caso si diventa azionisti di un’azienda, nel secondo caso creditori, con evidenti analogie (per composizione) alle classiche azioni/obbligazioni.

Questo ci serve anche e soprattutto per capire quindi che sia in un caso che nell’altro, dovremo andare a valutare come inserire questi strumenti nuovi in un eventuale portafoglio.

Cominciamo con il dire che solitamente qui dipende molto dall’asset mix (percentuale azioni e obbligazioni), pertanto a seconda della formula scelta (considerando quindi anche profilo di rischio ed orizzonte temporale) potrò valutare la prevalenza di una o dell’altra forma di investimento. A questo dobbiamo aggiungere che trattandosi di investimenti maggiormente remunerativi a quelli tradizionali, la componente maggiore di rischio (oltre al consueto rischio emittente) sta nel minore grado di liquidità di questi strumenti, perciò qualora dovessimo valutarne l’inserimento in portafoglio dovrò avere ben presente che non si tratta di strumenti quotati (pensiamo ad un’azione o un BTP) che posso comprare e vendere in qualsiasi momento, ma servirà considerare un periodo di detenzione maggiore.

Infine, come tutti i singoli strumenti, per una maggiore diversificazione è sempre preferibile optare per una scelta che pesi fino ad un massimo del 2-3% ciascuno strumento (inteso come singola società) e che in totale possa arrivare fino ad un 10% del mio portafoglio proprio in virtù di quanto visto sopra, potendo inoltre valutare come già specificato potenziali ingressi in logica frazionata come piano di accumulo.

Questo ci consentirà da un lato di beneficiare di extra performance dovute ai rendimenti maggiori offerti da questi strumenti, e dall’altro in caso di eventi negativi ci permetterà di tutelare comunque il capitale avendo destinato a questa parte di portafoglio una percentuale limitata.

Come sempre poi avere una strategia di partenza, conoscere bene gli strumenti in cui si investe, ed attenersi a delle regole definite inizialmente permette sia di evitare sorprese, sia di beneficiare di eventuali occasioni che il mercato ci metterà davanti.

 

Alla prossima!