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QUANTO VALE (DAVVERO) L’INDICE SP500?
Aprile 26, 2020 0

Approfitto per inserire, all’interno del consueto riassunto settimanale sui mercati (trovate qui il VIDEO COMPLETO) quello che a mio giudizio è un passaggio fondamentale nel capire come muoversi sul mercato azionario.

Senza snocciolare formule inutili (approfondiremo anche il discorso da un punto di vista numerico nella nuova AREA RISERVATA che partirà da maggio) è molto importante capire quali sono i “motori” dei mercati azionari, ovvero rispondere alla domanda: da cosa dipende il rendimento che si ottiene nel medio-lungo termine del mercato azionario?

Risposta corretta:

I RENDIMENTI DEL MERCATO AZIONARIO NELLA LOGICA DI UN INVESTITORE CONSAPEVOLE, DIPENDONO DA 2 COSE: CRESCITA DEGLI UTILI NEL TEMPO E DIVIDENDI

Dunque, adesso che in 2 righe vi ho detto ciò che probabilmente il 90% degli investitori non comprende, andiamo ad esaminare la situazione attuale, e capiamo il “perchè” un momento come questo risulta particolarmente delicato soprattutto sul fronte azionario…

ANALISI DEGLI UTILI 

Ne abbiamo parlato la scorsa settimana, quando esaminando gli utili del settore finanziario americano, abbiamo visto che si parla di un -33% trimestre su trimestre, ed un -45% circa anno su anno. Questo “trend” negativo, è un qualcosa che seppur con cifre diverse, causa coronavirus e blocco totale dell’Economia, ci troveremo ad avere su tutti i principali settori e mercati.

Mettendoci qualche numero più approfondito (niente, è più forte di me :)) vediamo la revisione delle stime degli utili per azione (EPS) nel corso dell’ultimo anno.

Fonte: Real Investment Advice

Come potete vedere, siamo passati nel giro di un anno, per le stime fatte in aprile 2019, degli utili per azione del 4 trimestre 2020, da un valore di 174 dollari (utili per azione dell’indice S&P500, linea verde acqua), ad un valore di 125,55 Dollari per azione (linea rossa) rilevato recentemente.

Se fate due conti, significa un calo del 28%, e probabilmente potremmo non essere ancora arrivati ad un valore definitivo.

Ora, utilizziamo questo valore, considerando quello che può essere un rapporto Prezzo/Utili “medio” per lo stesso indice (la media degli ultimi 10 anni è 19,10) e quindi andiamo a moltiplicare 125.55 * 19.10 = 2398.

Hai appena scoperto quale dovrebbe essere il valore dell’indice S&P500 “mediamente” con gli utili rivisti in tal senso.

Ora, alcune precisazioni…

Il mercato nel breve termine è irrazionale, perciò difficilmente l’indice arriverà a questo valore esatto “perchè lo dice la matematica”.

Per quanto abbiamo visto recentemente, potrebbe crollare a 2100 punti o tornare ai massimi di febbraio sopra 3.000, nessuno può saperlo.

Ma è molto più corretto, ed estremamente utile, utilizzare questo numero ottenuto per capire QUALI SONO LE VALUTAZIONE ATTUALI RISPETTO AD UN VALORE GIUDICATO “CORRETTO”.

Perciò se andiamo a considerare le valutazioni attuali (vedi immagine sotto) vediamo che ad oggi, complice il rimbalzo recente, l’indice quota 2836 punti.

Se dovessi basarmi solo su questo dato, mi verrebbe quasi da dire “cavolo, siamo cari di un 20% circa“, e di conseguenza attendermi un ulteriore ribasso che allinei le quotazioni per quel fenomeno che si definisce tecnicamente “regressione verso la media“.

Ora, come detto prima, questo non accade perchè i mercati sono irrazionali sul breve periodo, ma allo stesso tempo la domanda che mi pongo è la seguente: cosa mi dice l’economia reale (PIL, disoccupazione, consumi, fiducia, inflazione) sulla situazione attuale?

Non certo un qualcosa di positivo a guardare i dati (tanto per fare un paragone, nel 2008 il PIL mondiale era calato dello 0.5%, con i mercati a -60%), oggi il PIL calerà (se le stime restano queste) del -3%, ed i mercati sono in calo di quanto? 15% di media? Ecco un altro buon motivo per essere prudenti.

Perciò abbiamo capito in questo articolo come utilizzare alcuni spunti utili per fare i nostri calcoli e valutare un mercato secondo logiche corrette.

A questo aggiungiamoci che i dividendi, come ben sappiamo verranno inevitabilmente ridotti se non eliminati, e quindi possiamo capire perchè in questo momento siano da privilegiare forme di piano di accumulo, ingressi frazionati con selezioni molto meticolose (che vedremo nell’area riservata) e gestione della liquidità più accurata.

Questo non vuol dire restare completamente fuori dal mercato, ma semplicemente gestire il proprio portafoglio (nell’area riservata ci metto i miei soldi e se faccio vedere una cosa è perchè in primis la faccio su di me, provate a chiedere quanti presunti “sapientoni” fanno lo stesso, perchè come dico sempre a chiacchiere sono tutti professori) in modo coerente ad una situazione di mercato che possiamo tranquillamente definire anomala.

Alla prossima!