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PERMANENT PORTFOLIO: MANUALE DI AUTODIFESA (PRATICO) PER INVESTITORI INTELLIGENTI
Dicembre 6, 2019 0

Ci siamo, come ogni anno iniziano a “fioccare” le previsioni più disparate degli esperti, sull’andamento (presunto) dei mercati per l’anno successivo. L’investitore non sa quindi chi ascoltare, non sa quale riferimenti prendere. Ma anche qui bisogna notare la sottigliezza di queste previsioni…

Perché vedete, pur cercando di predire il futuro, questi presunti esperti non si sbilanciano MAI, un po’ come la politica, così potranno sempre dire “si ma in verità intendevo questo invece di quello…”.

Vi faccio un esempio pratico…

Dire “la nostra propensione al rischio con un sovrappeso sulle azioni è rimasta invariata” ed ancora “restiamo sottopeso sui Titoli di Stato, mentre continuiamo ad apprezzare i titoli corporate

A questo punto l’investitore (spero) si chiede: ok ma quindi CHE CAVOLO DI PORTAFOGLIO DEVO COSTRUIRE?!

I TITOLI DI STATO CI SONO O NON CI SONO, LE AZIONI (QUALI) CI SONO O NON CI SONO?!

VOGLIO I NOMI, COGNOMI, CODICI ISIN, PERCENTUALI E COMPOSIZIONE TOTALE…SENNO’ PARLIAMO DI NULLA

Tutto chiaro?

Quindi facciamo noi qualcosa di diverso, e come ho detto nel video di ieri (che potete rivedere QUI) esistono due antidoti a questa superficialità incerta (come la chiamo io).

  1. Portafogli statici (adatti per chi ha poco tempo per gestire i propri investimenti ed un orizzonte superiore ai 10 anni)
  2. Portafogli dinamici (per chi ha tempo per gestire i propri investimenti, orizzonti inferiori ai 10 anni)

Ovviamente non si esaurisce tutto qui (non è così semplice) ed infatti nel 2020 avremo diversi servizi a riguardo proprio per affrontare con maggiore chiarezza, trasparenza e PRATICA (metteremo i nostri soldi) su questi temi.

Vediamo però un esempio pratico della prima tipologia (più semplice da implementare) relativamente ad un tipo di portafoglio statico, probabilmente il migliore che ci sia, il “permanent portfolio” di Harry Browne, sotto riportato:

  • 25% azionario globale
  • 25% obbligazionario di lungo periodo
  • 25% oro
  • 25% obbligazionario di breve

Qui infatti ci sono le principali asset class del mondo, semplici ma estremamente potenti (diciamo che eventualmente all’obbligazionario di breve termine, solitamente con orizzonte 1-3 anni, possiamo sostituire la liquidità, prodotti inferiori ai 12 mesi, ma con i tassi attuali non è consigliabile).

Capite che già un’indicazione di questo tipo è diversa dal dire ciò che “gli esperti” dicono (tutto e niente).

Ma andiamo oltre…nomi, cognomi e codici ISIN!

Cosa mettiamo in quelle 4 categorie dal 25% ciascuna? E come si sono comportate nel corso del tempo?

Ho preso per ciascuna asset class i seguenti strumenti:

  • 25% azionario globale: Lyxor MSCI World UCITS ETF [FR0010315770]
  • 25% obbligazionario di lungo periodo: Xtrackers II Eurozone Gov. Bond 25+ UCITS ETF 1C [LU0290357846]
  • 25% oro: WisdomTree Physical Gold [JE00B1VS3770]
  • 25% obbligazionario di breve: iShares € Govt Bond 1-3yr UCITS ETF EUR (Dist) [IE00B14X4Q57]

Il risultato su un portafoglio iniziale di 100.000 Euro, considerato (perché qui siamo seri) ANCHE IL PERIODO 2008/2009 è quello riportato sotto:

ptf.png

Tutto questo con un RIBILANCIAMENTO ANNUALE (quindi una volta all’anno vado a riportare i pesi dei singoli strumenti ciascuno al 25% del valore totale di portafoglio) ed aggiungiamo anche un’ulteriore analisi:

storico.png

Come potete vedere, anche in un periodo “horribilis” come la grande crisi 2008, il portafoglio ha ceduto neanche un 5%, a dimostrazione della sua robustezza (perché attenzione: SEMPLICE NON SIGNIFICA INEFFICACE!, A DIFFERENZA DI CIO’ CHE VOGLIONO FARVI CREDERE).

Ed anche in momenti difficili, il Drawdown più marcato è stato (salvo migliorare in seguito) del 11.89%.

Tutto questo ci porta ad un rendimento annualizzato del 6.69% (lordo chiaramente, ma considerato che dovete ribilanciarlo appena 1 volta all’anno, direi niente male, considerato anche che quando il mercato era nel panico tutto sommato non ci sono state chissà quali preoccupazioni).

Ecco quindi che l’investitore medio, che tra mille analisi, quotazioni, previsioni, stime, numeri, nel dubbio può “trovare rifugio” su situazioni statiche, dannatamente noiose, ma porca paletta dannatamente performanti!

Dio benedica Harry Browne!!

Alla prossima

 

 

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